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mercoledì 4 luglio 2012

TASSA DI QUA E TASSA DI LA' - BENZINA


Cari lettori di INVESTinBEST oggi parliamo di un tema sempre più "scottante" e che sta facendo saltare i nervi a parecchi automobilisti. Si avrete già capito dall'immagine di cosa si tratta... ridiamo vita una nostra cara rubrica dal titolo: TASSA DI QUA E TASSA DI LA' per mettere in chiara luce la vergognosa situazione Italiana... perchè ricordate l'informazione non ha prezzo!!!

BUONA ( si fa per dire ) LETTURA 

Non passa giorno che il prezzo dei carburanti segni nuovi record.
Tali notizie non possono che farci preoccupare ed arrabbiare un po’, MA ormai sappiamo tutti che i rincari sono legati prevalentemente alle elevate quotazioni del greggio.
Quello che forse non sappiamo - molto bene - è che sul prezzo in Italia pesano “tasse misteriose” che resistono da oltre 70 anni e che il nostro caro Paese continua a farci pagare.
Vediamo quali sono questi costi che gravano sugli automobilisti

Il prezzo complessivo è composto da varie voci: dal costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci - che contemplano spese e guadagni per divesi soggetti - ammontano solo al 30% del costo del carburante.
La vera “vergogna” arriva dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale.
Pensate, la prima fù introdotta da Mussolini nel lontano 1935 - 1,90 lire al litro sulla benzina per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia. Poi nel corso degli anni ogni Governo ha deciso di imporre “balzelli” per ogni emergenza: dalla crisi di Suez (1956), al disastro del Vajont (1963), fino alle guerre in Libano e Bosnia.

L’ELENCO
Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)
La crisi di Suez del 1956 (14 lire)
Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)
Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)
Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)
Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)
Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)
Missione in Libano del 1983 (205 lire)
Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)
Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)
Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (0,0073 Euro)
0,040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
0,0089 per far fronte all'alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.

MA non finisce qui: perché come spesso accade in Italia – abbiamo una tassa sulla tassa. Su questi 25 centesimi di euro infatti, sommati alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.

Ma quanto guadagna lo Stato?: i conti sono facili, ogni centesimo di aumento sul carburante comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese per le casse dello Stato. Secondo i dati dell’Unione petrolifera nel 2007, le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).

Fonte: WEB

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BUON GUADAGNO A TUTTI!

INVESTinBEST Team

mercoledì 22 febbraio 2012

VERGOGNA!!


Carissimi lettori oggi abbiamo caricato online dei documenti che testimoniano la vergognosa situazione Italiana, che mostrano come ci siano persone che chiedono sacrifici ma non sono disposti loro per primi a farne, persone che lucrano sulla situazione decadente e a dir poco felice del "nostro" paese.
Ecco l'impronta di un'Italia che va sempre peggio...che scende sempre più in basso, che diventa sempre più la vergogna dell'Europa intera!
E noi cosa dovremmo fare allora per campare, salvarci da questa crisi e riuscire ad avere un guadagno dignitoso? Seguite noi di INVESTinBEST e lo saprete!

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Buona ( si fa per dire ) lettura a tutti...

File 1- https://rapidshare.com/files/2841644895/sanguisughe.pdf
File 2- https://rapidshare.com/files/1006221733/Cosa_chiediamo_a_Monti_.pdf

INVESTinBEST Team

P.S. Grazie agli utenti che ci hanno segnalato questi report, potete usare anche il form qui sotto per lasciare commenti.

mercoledì 1 febbraio 2012

TASSA DI QUA' E TASSA DI LA' 2


Carissimi lettori continuiamo con la nostra mini rubrica sulle tasse più assurde che ognuno di noi va a pagare quotidianamente!!!

GAS,LUCE: QUELLO CHE NON VIENE SPIEGATO MA SI PAGA


16. Un contatore pieno di … tasse. Miracoli del fisco: pensate, un metro cubo di gas naturale ha un costo estrattivo di 2 centesimi; al confine italiano il prezzo sale a 20 centesimi; al consumatore finale costa 65 centesimi. Come si spiega? La tariffa media nazionale riferita al gas, ha la seguente composizione: materia prima (gas) 32%; costo delle infrastrutture 17%, 8 % per la commercializzazione, e 43% per le imposte. Il costo finale del gas per il consumatore in Italia è così superiore del 25% rispetto alla media europea. Ma anche i consumi elettrici sono un ottimo affare per il Fisco: le relative imposte assicurano ogni anno 9 miliardi di euro. Il costo del KW per un utente italiano è circa doppio rispetto alla Francia e addirittura triplo rispetto a paesi come la Svezia. Non basta: c'è anche una imposta mascherata sulla bolletta dell’elettricità, c’è una voce, CIP 6, che serve alla promozione delle fonti rinnovabili ma anche delle cosiddette “assimilate”, cioè fonti non rinnovabili camuffate come la bruciatura dei cascami del petrolio o l’energia derivata da spazzatura. Con questo trucco si stima che negli ultimi 20 anni i produttori di fonti assimilate abbiamo ricevuto contributi per circa 30 miliardi di euro pagati da tutti sulle bollette (costo, almeno 800 euro all'anno a famiglia).

17. Misteriosa efficienza. Nella bolletta elettrica c’è una misteriosa voce denominata EF-EN, e finalizzata all’uso efficiente dell’energia: gettito 45 milioni di euro all’anno, che vengono versate dai gestori allo Stato. Altro che efficienza energetica! La tassa serve solo a procurare altri quattrini all'Erario!
18. La tassa sul mercato elettrico. Una delle numerose voci occulte della bolletta serve per compensare i costi cosiddetti “irrecuperabili” dell’ENEL a causa della liberalizzazione del mercato. Come dire, i cittadini devono pagare dei soldi per avere un mercato nel settore elettrico. E il vantaggio del mercato dove sta? “Irrecuperabili” sembrano solo i quattrini versati sulle bollette.
19. La tassa sulla farina animale. Come fare ad eliminare 380.000 tonnellate di farine animali, pagarle ai produttori e far gravare tutto sui consumatori? Semplice: in Italia per sostenere le energie verdi si emettono i cosiddetti certificati verdi, il cui costo va direttamente sulle bollette elettriche. Così negli ultimi anni sono stati concessi alle aziende certificati verdi per la loro “valorizzazione energetica” ovvero bruciarle. Si è così riconosciuto come energia verde la produzione di energia imputabile alle farine animali. In pratica lo smaltimento (un costo per i produttori) è stato trasformato in ricavo e pagato dai consumatori.


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INVESTinBEST Team

lunedì 16 gennaio 2012

TASSA DI QUA' E TASSA DI LA'!


Carissimi amici e lettori di INVESTinBEST con oggi inauguriamo una mini-raccolta udite udite bene: DI TASSE!!
Certo perchè voi lo sapete che genere di tasse andate magari ogni giorno pagando?
Provate a leggere l'assurdità di queste tasse.
LE CHIAMEREMO LE TASSE ITALIANE PIU' SCONOSCIUTE AGLI ITALIANI!
Buona lettura:

1. La tassa sui gradini. Un tempo si pagava assieme ai ballatoi dei palazzi. E' tornata di moda vista l'esigenza dei comuni di finanziare il servizio di pulizia delle strade; a doverla pagare tutti i proprietari di case che hanno i gradini d'ingresso sulla pubblica via.     

2. La tassa sull'ombra. Se con la sporgenza della tenda di un locale, il proprietario "invade" il suolo pubblico deve pagare l'imposta per occupazione di suolo pubblico.


3. La tassa sui ballatoi. Riesumata dal Comune di Agrigento nel 2008, va pagata dai condominii che abbiano ballatoi prospicenti sulla pubblica strada.


4. L’imposta sulle immagini. Sconosciuta negli altri paesi evoluti, l'imposta di pubblicità riguarda tutti i mezzi pubblicitari affissi per la pubblica via. L’imposta si applica sulla pubblicità esterna ed a quella diretta, vale a dire ogni forma di pubblicità diversa da quella editoriale, radiofonica e televisiva.


5. La tassa sulle paludi. Nasce nel 1904 da un regio decreto che prevedeva il pagamento di un contributo per la bonifica delle paludi che diventavano terre coltivabili. Quando però negli anni 60 gran parte delle terre furono abbandonate e sulle ex paludi furono costruite città, i proprietari che andavano ad abitare le case cominciarono a ricevere cartelle esattoriali con una strana tassa: il contributo di bonifica, che pagano molti milioni di italiani. Sono sorte da allora molte liti giudiziarie, e due sentenze della Corte di Cassazione (n. 8957/96 e 8960/96) hanno stabilito che la tassa è dovuta soltanto nel caso in cui le opere di bonifica abbiano determinato un effettivo incremento di valore dell'immobile, con un beneficio diretto e specifico, che, in caso di contestazione, deve essere provato dal Consorzio di bonifica. Intanto si continua a pagare.
6. Tassa sulla raccolta dei funghi. Anche sui permessi di raccolta di funghi scatta la famigerata imposta di bollo. 


7. Imposta su caccia e pesca. Prevede il pagamento di una tassa di Concessione Governativa non solo la licenza di porto di pistola per difesa personale ma anche il porto di fucile uso caccia e la licenza di pesca. Ad oggi, l'importo è pari, rispettivamente, ad Euro 115 e 173,16. Per il rilascio della licenza di caccia, inoltre, va corrisposta anche una tassa regionale, che varia da regione a regione. 


8. Imposta sui cani. Alcuni Enti locali hanno o sono in procinto di istituire nuovamente la tassa sul possesso dei cani introdotta dal Regio decreto n. 1393 del 1918 reso poi obbligatorio definitivamente nel 1931. La tassa consiste nel pagamento di un corrispettivo annuale per il possesso di ogni singolo cane custodito. Gli importi? Variano dai 20 euro ai 50 euro per ogni cane di proprietà a seconda della taglia. 


9. La tassa di passaggio. Il Comune di Milano ed altri hanno introdotto un ecopass a pagamento avente come fine principale la riduzione dell’inquinamento atmosferico. 


10. La tassa sulle suppliche. Sono soggetti ad imposta le istanze, petizioni, ricorsi, e relative memorie diretti agli uffici dell’amministrazione dello Stato tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento. 


11. L'imposta sui forestieri. è stata reintrodotta di recente una tassa di soggiorno, differenziata per classificazione alberghiera. Ed ora anche il federalismo fiscale sembra non poterne fare a meno. 


12. Tassa sul bestiame. Il reddito agrario per l'azienda agricola che produce almeno un quarto delle unità foraggiere destinate ad alimentare gli animali allevati è possibile la determinazione di un reddito forfetizzato, se il terreno risulta insufficiente, utilizzando determinati coefficienti approvati del ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con quello delle politiche agricole, che individua le specie di animali rientranti nel sistema forfetario di determinazione del reddito. 


13. La gabella sugli sposi (ius primae gabellae). Introdotta da alcuni enti locali consiste nel pagamento di un corrispettivo a prezzo unico per poter celebrare il matrimonio in Comune. A Roma, ad esempio, costa € 200 sposarsi in Campidoglio nel week-end ed € 150 nei giorni feriali per tutti coloro che non risiedono nella Capitale. Era, addirittura stata prevista una delibera con la quale si prevedeva il pagamento anche per i residenti per il corrispettivo di € 100 (proposta poi ritirata). Da stime fatte, il gettito non è niente male: il Comune di Sorrento ad esempio incassa qualcosa come 6 milioni di euro all’anno. 


14. L'imposta sull'uscita di casa. E' la tassa sui passi carrai che ricorda le imposte medievali ma nasce nel 1997: in legge finanziaria il Governo diminuì i fondi all’Anas consentendogli però al contempo di "rifarsi" sui cittadini. La medesima normativa prevedeva che il secondo anno la tassa potesse essere incrementata del 150% lasciando poi libero arbitrio negli anni successivi. Ed è così che si è giunti addirittura a casi di aumenti dell’8000%. All'Anas si sono aggiunti i comuni e le province, per le rispettive strade. Al fine della paleo-imposta sono considerati passi carrabili i manufatti costituiti da listoni di pietra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l'accesso dei veicoli alla proprietà privata (art.44, e. 4, D.Lgs. n. 507/1993). Per le strade private aperte al pubblico transito l'autorizzazione è concessa dal Comune. La superficie tassabile dei passi carrai si determina moltiplicando la larghezza del passo, misurata sulla fronte dell'edificio o del terreno al quale si dà accesso, per la profondità di un metro lineare "convenzionale". La tassa relativa ai passi carrai può essere definitivamente assolta mediante il versamento, in qualsiasi momento, di una somma pari a venti annualità del tributo. 



15. La tassa sulle cabine telefoniche. E' il canone comunale dovuto sulle cabine telefoniche e sulle cabine elettriche dai relativi gestori.


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INVESTinBEST Team

venerdì 13 gennaio 2012

LO SCHEMA DI PONZI EUROPEO E ITALIANO



Cari lettori oggi con questo articolo vorremmo portare a conoscenza di tutti dei fatti REALI e deocumentati di un vergognoso meccanismo in atto In Europa ma soprattutto in Italia che specula sull'inspeculabile e il bello è che chi è a conoscenza di questa cosa non solo se ne lava le mani ma la incentiva! Vi chiedete come mai siamo il fanlaino di coda di Tutto il continente?...
Bene leggete ma mi raccomando... non meravigliatevi più di tanto, infondo si sapeva ( dirà qualcuno ).


Direttamente dagli amici di Rischio Calcolato ecco che INVESTinBEST vi presenta: Lo schema di Ponzi Europeo e Italiano!


BUONA LETTURA E BUONE RIFLESSIONI SOPRATTUTTO!

Questa è una di quelle faccende che quando le capisci, pensi tra te e te: Non è possibile che sia così, non può essere vero. E invece si è proprio vero!
Oggi andiamo in profondità nel mega schema Ponzi inventato da Mario Draghi (qualcuno direbbe eseguito da Mario Draghi..) per far tirare a campare ancora qualche mese la scassata baracca bancaria europea. (indovinate chi paga? scommetto che il sospetto vi viene ancora prima di leggere le conclusioni di questo articolo.).
Cominciamo dall’inizio:
A metà Dicembre, Mario Draghi annunciava che la BCE avrebbe effetuato un operazione di finanziamento straordinario in favore delle banche europee (leggete  questo post per una trattazione dettagliata), in pratica la BCE, attraverso diverse aste si è messa a  finanziare qualsiasi banca europea che si presenti ai suoi sportelli depositando a garanzia un “collaterale” ovvero crediti di bassa qualità allì1% di tasso per un periodo di 36 mesi.
Fino qui tutto bene? Andiamo avanti.
Come noto la prima asta si è svolta lo scorso 21 Dicembre 2011 e sono stati assegnati la bellezza di 486 miliardi di euro in nuovi finanziamenti, va detto che in realtà il nuovo debito creato ammonta a “solo” 211 miliardi in quanto contemporaneamente le banche hanno chiuso altri tipi di finanziamenti meno convenienti che intrattenevano con la BCE.
Facciamo ancora un passettino.
Il finanziamento straordinario della BCE, non si caratterizza solo per un tasso irrisorio, c’è anche la questione dei crediti di bassa qualità accettati come collaterale. Vedete, certi termini non vengono mai usati a caso, quando Draghi 20 giorni fa, parlava di abbassare il livello della qualità del credito accettato dalla BCE per concedere finanziamenti alle banche si riferiva ad una cosa ben precisa e specifica. E qui viene il bello (si fa per dire).
Prima di svelare l’arcano occorre fare un passo indietro.
Vi ricordate questo codicillo pro banche iscritto nella finanziaria del prof. Mario Monti:
Dal Decreto Legge del 6 Dicembre 2011 n. 201 prevede infatti all’articolo 8 comma primo:
Art. 8 – Misure per la stabilità del sistema creditizio
1. Ai sensi della Comunicazione della Commissione europea C(2011)8744 concernente l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della crisi finanziaria, il Ministro dell’economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite di cui all’art. 7-bis della legge 30 aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, si procede all’eventuale proroga del predetto termine in conformità alla normativa europea in materia. (FONTE)
Attenzione alle date, la norma entra in vigore dal 6 Dicembre 2011, una settimana prima che la BCE a “sorpresa” annunci l’LTRO (il finanziamento al’1% per 36 mesi).
Ok ci siamo? Andiamo avanti!
Da qui in poi ci aiuta un ottimo articolo apparso sul sito del sole 24 ore di Morya Longo datato 21 Dicembre:
Quando oggi la Banca centrale europea aprirà i rubinetti della liquidità, gli istituti di credito italiani potranno giocare jolly nuovi di zecca per «prelevare» denaro a Francoforte: le obbligazioni bancarie garantite dallo Stato previste dalla manovra del Governo Monti. Tutte le banche italiane sono già pronte a calare questo jolly, nella speranza di superare la pesante crisi di liquidità che le sta soffocando da mesi: già oggi, secondo le indiscrezioni raccolte dal «Sole 24 Ore», gli istituti italiani hanno a disposizione qualcosa come 50 miliardi di euro di questi nuovi titoli.
Li hanno già creati. Li hanno pronti all’uso. E li utilizzeranno già oggi per andare dalla Bce: questo significa che gli istituti italiani (dai big come Intesa e UniCredit, ai medi come Veneto Banca, Credito Valtellinese, Iccrea, Popolare di Vicenza e Popolare dell’Emilia) hanno la possibilità di prelevare da Francoforte 50 miliardi in più. E, in futuro, potranno arrivare a 228 miliardi di euro. Ecco la nuova ‘medicina’, artificiale, contro il credit crunch. ….
(……)
Effetti collaterali
Ma gli istituti potrebbero usare i soldi, prelevati dalla Bce anche grazie ai nuovi titoli, per farne altri usi. Non solo per rimborsare i propri titoli in scadenza, ma anche ‐ testimonia un banchiere ‐ «per ricomprare parte del proprio debito sul mercato a prezzi bassi». Ma le banche potrebbero anche fare altro (caldeggiate dalle stesse Autorità): utilizzare i finanziamenti della Bce (all’1%) per comprare BTp (che rendono il 6,5%). Questo avrebbe il merito di abbassare anche i rendimenti dei BTp e di dare un sollievo allo Stato. Ma avrebbe anche l’effetto collaterale di creare un corto circuito spaventoso: lo Stato mette la garanzia sui bond bancari, le banche li usano per finanziarsi in Bce e con i soldi comprano titoli dello stesso Stato. Non serve un genio per vedere, dietro questa «manna», una potenziale bomba.
Per una volta devo dare merito ad un media mainstream, dunque applausi a Morya Longo, ha centrato il punto.
Ma come andata in realtà?
da ASCA via Yahoo Finance:
(ASCA) – Roma, 21 dic – Sono 14 le banche italiane che hanno emesso bond con la garanzia dello Stato per un totale di 40,44 miliardi di euro e che da oggi sono in negoziazione. Nel dettaglio Intesa Sanpaolo (Dusseldorf: 575913.DU - notizie) ha emeso bond per 12 miliardi, Mps (BSE: MPSLTD.BO - notizie) 10 miliardi di euro, Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) 7,5 miliardi, Banco Popolare (Francoforte: A0MWJR - notizie) 3 miliardi, Popolare Vicenza 1,5 miliardi, Carige per 1,3 miliardi, Dexia Crediop 1,05 miliardi, Popolare Sondrio 1 miliardo, Credem 800 milioni, Popolare Emilia Romagna 750 milioni, Iccrea banca Impresa 650, Credito Valtellinese 500 milioni, Iccrea Banca 290 milioni, Banca (Santiago: BANCA.SN - notizie) Etruria (Milano: PEL.MI - notizie) 100 milioni.
E ora l’ultimo tassello dello schema Ponzi (quello che non appare sul S24O): Siete pronti?
Sapete che cosa sono questi fantomatici bond emessi (anzi creati come dice la Longo) con garanzia dello stato? Bene, signore e signori sono dei giroconti! Vi siete chiesti come le banche siano riuscite a piazzare nel volgere di pochi giorni 40,44 miliardi di euro di cartaccia che non vuole più nessuno?
Semplice, questi benedetti bond garantiti dallo stato, se li sono sottoscritti sa soli!!!!!!!!!
Tanto per capirci le banche, hanno emesso bond a varie scadenze, e poi se li sono interamente sottoscritti da soli, dopodiche ci hanno fatto mettere il bollino blu della garanzia statale (costa circa un 1%) infine hanno presentato il tutto alla BCE come collaterale per ottenere nuovi finanziamenti.
Ole, Mr Ponzi! sei un bambino di fronte a questi geni!
Meritoriamente Zerohedge (link)  ieri a coperto questa storia (i russi non russano) e ci ha regalato la schermata di bloomberg che descrive un paio di questi Ponzi-Bond:
Intesa SanPaolo 3 month Bill
20120103 PT1 0 Lo Schema Ponzi Europeo (Italia In Testa)
UniCredit 3 month Bill
20120103 PT2 0 Lo Schema Ponzi Europeo (Italia In Testa)20120103 PT4 0 Lo Schema Ponzi Europeo (Italia In Testa)
Fantastico vero! E ora prepariamoci, perchè non finisce qui, a metà Gennaio 2012 la BCE farà una nuova asta per assegnare ancora un pochino di droga…oooops volevo dire, di debito all’1% alle banche che si presenteranno con nuovi Ponzi Bond da scontare alla cassa.
Siamo seduti su una Santa Barbara di debito e di moneta sempre più inflazionata.
parapà Ponzi Ponzi* pà!!
* (da Wikipedia) Charles Ponz (Lugo, 3 marzo 1882 – Rio de Janeiro, 18 gennaio 1949) è stato un truffatore italiano. Immigrò negli Stati Uniti, dove divenne uno dei più grandi truffatori della storia americana.
Tra i molti nomi che adottò per mettere in atto le sue operazioni ci sono Charles Ponei, Charles P. Bianchi, Carl e Carlo. Il suo nome è legato all’espressione “schema di Ponzi” per indicare il meccanismo di truffa che adottò e che ancora oggi è in uso in numerose versioni moderne che fanno uso della posta elettronica…. (la catena di Sant’Antonio)

p.s. e se fallisce una di queste banche, indovinate a chi verranno a chiedere il conto della garanzia?

P.S. Aiutateci a diffondere queste cose, invitate gli amici a leggerci, cliccate sul link "mi piace" o condividete con tutte le persone che conoscete questa vergogna di cui purtroppo ognuno di noi è vittima!

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